Ultima conversazione del ciclo “autori in vetrina: cercatori di tracce” curato da Stefania Scaradozzi con Simona Zauli per OZIO il nuovo centro Libreria Mondadori, in Corso della Repubblica, 19 a Forlì.
La conversazione del primo ciclo “Terra | Verde, responsabilità” sarà tra
Aldo Colonetti e Denis Santachiara, martedì 5 maggio alle ore 18.30.
Design della memoria
Come scriveva il grande epistemologo inglese, Thomas Kuhn, “conoscere” significa, “riconoscere” cose, immagini e pensieri che già parzialmente possediamo, senza esserne totalmente consapevoli: "cose che non possono essere dette facilmente in un determinato linguaggio, sono cose che coloro i quali lo utilizzano, non si aspettano di dover dire".
Ovviamente non è una riflessione che ripropone l'annosa questione del rapporto tra le idee e le cose, tra l'idealismo e l'empirismo. Non siamo così ingenui, il tema è molto più complesso, quando si parla di memoria e di progetto. È proprio vero che quando progettiamo il “nuovo”, evitiamo di parlare, di citare o utilizzare il “vecchio”, ovvero ciò che la memoria ci consente di riconoscere come parte della nostra precedente esperienza?
Noi crediamo che gli oggetti disegnati e progettati, soprattutto quelli che sono facilmente riconoscibili, al di là del successo, da parte degli interpreti, abbiano sempre qualcosa che provoca una sorta di "riconoscibilità"; ovvero il nuovo transita all'interno di forme, linguaggi e rappresentazioni che già fanno parte del nostro sistema di orientamento, sia sul piano estetico sia su quello semantico.
È un tema di discussione, è un argomento aperto, ma parafrasando la citazione di Kuhn, se il progetto è un sistema di linguaggi, è chiaro che esso sarà in grado di parlare del “nuovo”, solo nel caso che, pur parzialmente, il passato rappresenti la base sulla quale costruire il futuro. In sostanza è come se dicessimo che la verità delle cose è fondata sulla verità dei contesti, intesi come il tempo e lo spazio delle storie individuali e collettive.
Aldo Colonetti Filosofo, storico e teorico dell’arte, del design e dell’architettura. Dal 1998 è Direttore Scientifico del Gruppo IED (Milano, Torino, Roma, Venezia, Madrid, Barcellona, San Paolo);’ vicepresidente della Fondazione Francesco Morelli – Istituto Europeo di Design.
Dal 1991 è direttore di “Ottagono”; è vicepresidente di Editrice Compositori. Autori di saggi, curatore di mostre ed iniziative culturali, in Italia e all’estero. E’ consulente, per quanto riguarda il design e l’architettura, della Direzione Culturale del Ministero degli Esteri.
Nel 2001 ha ricevuto, da Sua Maestà Britannica, Elisabetta II, il titolo di “Member of British Empire”, per meriti culturali. Dal marzo 2009 fa parte del Consiglio Nazionale del Design, sotto l’egida dei Ministeri dei Beni Culturali, degli Esteri e delle Attività Produttive.
Denis Santachiara designer anomalo e outsider nel panorama internazionale, inizia con opere tra arte e design esposte in varie manifestazioni tra cui: Biennale di Venezia 1980 ,”Tutte le arti tendono alla Performances "Palazzo dei diamanti Ferrara 1982, Documenta 8' Kassel, Triennale di Milano 1982/84/86 /96 /2001/2004, Quadriennale di Roma 1998. Mostre personali: Curatore Allestimenti tra cui : personali al Museo Des’Art di Lione e al Vitra Museum. “La Neomerce, il design dell'invenzione e dell'estasi artificiale” 1984,Triennale di Milano, Centro Pompidou di Parigi, mostra manifesto e riferimento internazionale,per un neodesign “Performativo, tecnopoetico e ironico”. "I segni dell’Habitat”Grand Palais, Parigi 1987, Berlaghe Museum, Amsterdam 1988, Tokyo, 1989 nel 1997 ha allestito la mostra “the New Persona”, curata da Germano Celant,Firenze e nell’aprile 2000. “Stanze e Segreti”, Rotonda della Besana, Milano, (curata da Achille Bonito Oliva. ” Water Design “ 2003 e Open Living 2004 nell’ambito di Design Week ,Tokyo .
Collezioni permanenti in musei tra cui: Moma di NewYork, Musee des Arts Decoratifs del Louvre, National Museum of Modern Art di Tokio, Museo di Lione, Museo di Francoforte, Vitra Museum di Weil-am-Rhein Geramania e Philadelfia Museum, Collection de Design du Centre Pompidou. Museo del design ,Triennale di Milano.
Ha collaborato e collabora con aziende italiane e straniere per il design e la ricerca di nuovi prodotti e nuove iniziative tra cui: SniaViscosa, Centrostile Fiat, Progetto Cultura Montedison, B&B Ministero della Cultura Francese, Luceplan ,Artemide, Swatch, Mandarina Duck, Rosenthal, Panasonic, Domodinamica, Vitra, Campeggi, Superga, Bang-Olufsen, Banca Generali, De Padova, Chrysler/Benz, Foscarini, Marutomy, Baleri Italia, La Murrina, Serralunga, Koizumy, Erreti, Bonaldo, Magis, Zerodisegno, Post Design, =Polsit, Naos, Fontana Arte, Premi e publicazioni tra cui: nel 2002 la casa editrice “Abitare Segesta” edita un libro sulla sua attività con testo di Virginio Briatore per la collana prontuario. Compasso d’oro 1986, nel 1999 è premiato con il Good Design Award dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design e nell’aprile 2000 premiato in due sezioni con il Des