02/07/2009 – “ Uscimmo a rimirar le stelle” è il titolo del progetto vincitore della Quarta Edizione del Premio d'Architettura Ernesto Lusana, organizzata, come di consueto, dall’Ordine degli architetti della provincia di Latina. Firmata dagli architetti trevigiani Radames Zaramella ed Enrico Biancardi, la proposta vincitrice ha superato altri 119 lavori in gara, seguita dai progetti “Live in a fruitbox” di Daniela Serini (Milano) e” Zang Tumb Tumb” del team italo-spagnolo Piemonte – Samsarelou ( PISAA).
Così come nella scorsa edizione del Premio, il tema della competizione è stato “La casa Leggera”. Nello specifico il concorso richiedeva ai partecipanti la progettazione preliminare di un edificio sperimentale di edilizia residenziale pubblica, ospitante 15 alloggi di cui 5 da 45 mq; 5 da 64 mq e 5 da 74 mq, tutti dotati di cantina. L’immbile sorgerà su un lotto messo a disposizione dal comune di Itri in provincia di Latina.
Nella proposta vincitrice l’edificio si struttura su una griglia regolare, componibile in base al carattere e all’ampiezza delle singole unità abitative, di facile cantierabilità.
“I tre tagli abitativi (45,64,74mq.) permettono disposizioni interne con variabili funzionali e destinazioni diverse appropriandosi delle potenzialità nel rapporto tra interno e esterno che il progetto offre, vivendo più il concetto di casa isolata che di appartamento condominiale – spiegano i progettisti. La qualità abitativa è così garantita e esaltata su più aspetti: l’aspetto formale e spaziale con la forte identità non omologata di ogni singola unità che dilata il proprio abitare nelle ampie terrazze a verde, dove questo diventa elemento protagonista delle facciate oltre che prezioso ausilio naturale al controllo climatico; l’aspetto ambientale per la luminosità e la vista su più fronti legato anche alle scelte costruttive e dei materiali che garantiscono un confort domestico oltre che una flessibilità assoluta sugli interventi; l’aspetto impiantistico con la predisposizione di sistemi per l’auto produzione energetica e il riuso delle fonti di approvvigionamento; l’aspetto di una identità e di una appartenenza dell’utente che ritrova una sua possibile appropriazione di un luogo “denso” e conformabile, segno distintivo del progetto che vuole essere più una sommatoria di singole case (solo gli accessi tra l’altro rimangono comuni) che non un edificio condominiale”.
Il Premio ha altresì attribuito una menzione di merito ai seguenti progetti:
- “Unità nella diversità nell’unità”, capogruppo Arch. Antonio Giuseppe Martiniello (Napoli)
- “Casa città”, capogruppo Arch. Pisana Posocco (Roma)
- “Alice nel paese delle meraviglie”, capogruppo Arch. Roberto Mazzer (Roma)
- “Le dolci case sulla collina”, capogruppo Arch. Lorenzo Capobianco (Napoli)
- Ad utilità anco degli altri, capogruppo Arch. Luca Abbadati (Brescia)
- Superindividualità, capogruppo Arch. Massimo Pica Ciamarra (Napoli)
- La sostenibile leggerezza dell’abitare, capogruppo Arch. Antonio Crobe Latina.
Al team vincitore del concorso va un premio pari a 6.000 euro, mentre al secondo ed al terzo classificato spettano delle somme per il rispettivo importo di 2.500 e 1.000 euro.
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