15/10/2009 – Lo scorso 2 ottobre, durante il
14esimo Incontro Ischitano di Architettura Mediterranea, lo studio d’architettura romano NETXARCHITETTI (Elisabetta Avallone, Giulio Forte, Simone Orsi, Andrea Sciolari e Gabriella Colucci ) è stato proclamato vincitore del concorso internazionale di progettazione per la conservazione e la fruibilità della
Cattedrale dell’Assunta, situata nel cuore del
Castello Aragonese di Ischia.
La competizione, bandita dall’
IsAM (Istituto per l’Architettura Mediterranea), chiedeva ai partecipanti di individuare soluzioni innovative per la copertura dell’antico edificio religioso, ridotto a rudere dai bombardamenti inglesi nel 1809. Alla gara hanno preso parte ben 300 professionisti provenienti da 7 paesi diversi (Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Germania, Svizzera e Italia).
Le proposte pervenute sono state 80. La Giuria è stata presieduta da Alberto Ferlenga e composta da Antonio Tejedor, Antonello Monaco, Efisio Pitzalis, Paola Marone e Nicola Mattera (segretario).
Al secondo ed al terzo posto della competizione si sono rispettivamente classificati i livornesi
Stefania Franceschi & Leonardo Germani Architetti Associati ed il
team italo-portoghese PARATELIER+TERNULLOMELO (Lisbona).
“Il complesso architettonico del Castello Aragonese è un sistema in cui luoghi ed edifici, piani orizzontali e coperture, rampe e passaggi si presentano come un’unica entità dove la sovrapposizione di spessori e materie simboleggia un ideale tentativo di reintegrazione dell’architettura, nel suo passaggio a rudere, con il mondo naturale. L’alfabeto dei tetti nella sua varietà, definisce un paesaggio di “scaglie” di misura e forma diverse, appoggiate sull’ isolotto di roccia trachitica. Da questa immagine di frammentarietà, luminosamente variegata, in relazione con il territorio è nata l’idea di lasciare l’edificio“ vuoto”, introducendo un unico segno architettonico capace di dare identità all’invaso interrotto della Cattedrale, di delimitare il vuoto del rudere e di misurarne lo spazio “interno”. L’intervento più che suggerire la ricostruzione ipotetica di una qualche presunta configurazione spaziale, instaura un serrato confronto con ciò che oggi rimane della Cattedrale” spiegano i progettisti del team vincitore.
La
proposta immagina quindi una grande copertura in lastre lignee piane, di forma triangolare, variamente inclinate e raccordate tra loro da elementi in metallo o in continuità con i 19 pilastri di altezza variabile, in legno e metallo, sui cui la struttura si poggia.
L’involucro sovrasta l’invaso dell’antico volume religioso ad un’altezza pari a circa 10,30 metri dal piano di calpestio delle navate. La sua forma planimetrica è un rettangolo di 27,50 m x 16,50m di lato, realizzato su una griglia strutturata seguendo il tracciato proporzionale di base, aggettante in modo irregolare sui limiti del manufatto sottostante.
In corrispondenza della navata est della cattedrale, la copertura delinea una nuova area impiegabile a fini espositivi ed artistici. Lo spazio è raggiungibile attraverso una rampa in metallo cor-ten situata al di sopra e a proseguimento della scala esistente, recuperata con il ripristino dell’ingresso originario alla cripta, al fine di realizzare un percorso di visita senza soluzione di continuità.
Nei setti di sostegno della copertura saranno allocati sistemi espositivi integrati (dagli impianti relativi all’illuminazione dei pannelli e delle vetrine, ai sistemi di sicurezza, ai segnali audio-video per eventuali monitor a led). La pelle esterna della copertura è altresì predisposta per l’integrazione di pannelli fotovoltaici a film sottile e dotata di discendenti per la raccolta e lo smaltimento delle acque meteoriche che, confluendo all’interno dei setti, potranno essere collegati a piccoli serbatoi in pvc ad altezza ridotta.
Al vincitore è spettato un premio pari a 10.000,00 euro, mentre al secondo ed al terzo classificato sono andate delle somme rispettivamente pari a 3.000,00 e 2.000,00 euro.