25/01/2010 - Il Concorso Internazionale di Progettazione per il nuovo complesso termale di Comano (Trento) ha un vincitore: si tratta del raggruppamento internazionale guidato dell’architetto giapponese Atsushi Kitagawara (Tokyo) e composto dai colleghi italiani Fabrizio Bianchetti, Atelier 2 (Valentina Gallotti e Marco Imperadori Associati), dagli ingegneri Ferruccio Galmozzi, Gian Pietro Imperadori, Paola Trivini e e dal geologo Fulvio Epifani.
Bandita dall’Azienda Consorziale Terme di Comano (ACTC), la competizione a procedura ristretta, in unica fase, ha visto darsi battaglia 10 studi di architettura assai noti quali Studio Amati, Dante Oscar Benini, Rainer Eckert, Carlos Ferrater Lambarri, Guido Lenzi, Matteo Thun, Schletterer Wellness & SPA Design, Scianstudio Snc e EMBT Miralles – Tagliabue.
Nello specifico, il concorso chiedeva ai partecipanti di sviluppare proposte progettuali per la realizzazione ex novo di un Centro wellness, esteso su una superficie coperta ampia 2600 mq di superficie, e per la riqualificazione architettonica esterna di uno Stabilimento termale esistente, consistente nell’adeguamento alle norme dei requisiti prestazionali energetici dell’involucro.
Il lavoro vincitore inserisce la nuova Spa in un’architettura multisensoriale, caratterizzata dalla presenza di due percorsi interdipendenti, ispirati tanto al concetto occidentale che orientale di centro benessere.
“Le proposte progettuali relative al nuovo centro benessere identificano un’architettura contemporanea che si relaziona con la tradizione secondo i principi dello yayoi e jomon ed hanno lo scopo di portare l’utente a totale contatto con la natura attraverso l’architettura. Il corpo di fabbrica segue la pendenza del terreno ed emerge con costruzione contenute e non incombenti. La grande copertura adagiata a “foglia” evoca le relazioni chiaro-scuro del bosco; l’architettura impiega, in un innovativo approccio, gli elementi naturali (luce, materia, acqua) e quelli spaziali per un approccio multisensoriale che mira ad un benessere olistico.
Per i trattamenti in acqua l’integrazione tra i percorsi “Onsen” giapponesi e quelli più convenzionali in Occidente farebbe di Comano un luogo di attrazione unico nel panorama delle spa e centri benessere. L’impiego di materiali senza emissioni di V.O.C., naturali e traspiranti assieme ad un largo ricorso ad energie rinnovabili (recupero di calore dai trattamenti dell’edificio esistente, sonde geotermiche, pompe di calore attivate da pannelli fotovoltaici) assicurano una risposta ai temi dell ’architettura eco-sostenibile. L’intervento edilizio è caratterizzato da una grande flessibilità distributiva ed organizzativa grazie alla costruzione di setti portanti e grandi luci strutturali. La divisione delle funzioni è articolata su vari piani, traloro aggettanti, rendendo queste ben individuabili e nel contempo facilmente integrabili”, spiegano dal team vincitore, cui spetta un premio pari a 25mila euro.
Per quanto riguarda la riqualificazione esterna dello stabilimento termale “con lo scopo di ridefinire più efficienti prestazioni energetiche e una nuova immagine dell’involucro edilizio – si legge nella realazione di progetto – si opera su più punti: Grandi coperture che ridisegnano lo skyline dell’edificio e che ospitano un consistente impianto fotovoltaico (a servizio del nuovo centro benessere). La nuova copertura si sovrappone, con uno spazio di ventilazione, a quella esistente (questa soluzione consente di non interrompere o danneggiare l’attività esistente): la nuova copertura è realizzata con pannelli metallici coibentati con finitura in zinco titanio. Involucro con “gabbia” frangisole in legno, con una superficie ad intreccio a passo variabile che crea un effetto di “movimento” proteggendo le facciate.
Dietro all’intreccio in legno sono variamente combinabili superfici opache protette da un rivestimento a cappotto o serramenti, per le parti trasparenti, con vetri tripli basso emissivi e gas argon in grado di assicurare elevate prestazioni energetiche. Il retrofit energetico è assicurato dal rivestimento a cappotto delle parti opache, dalla sostituzione dei serramenti e dei vetri, dalla nuova pelle frangisole, dalle nuove coperture ventilate e dall’impianto fotovoltaico. Ridefinizione estetica della passerella d’accesso mediante un rivestimento, ad intreccio, di sezione variabile realizzato in rame passivato che crea una dorsale verde naturale in accordo con il colore del fiume.
Collegamento con la sala convegni per realizzare un nuovo accesso autonomo dal parco esterno. Sistemazione dell’area parcheggi, a lato della SS 23, con raddoppio dei posti auto ed integrazione ambientale con muri vegetali”.
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