24/02/2010 – Successo per il team di 3XN, autore dell’installazione “Learning from Nature” (“Imparare dalla Natura”), creata per il Louisiana Museum of Modern Art (Humlebæk, Copenaghen) in occasione della Conferenza sul Clima dell’Onu svoltasi nel dicembre passato a Copenaghen.
Lo studio danese, guidato dall’architetto Kim Herforth Nielsen, è tra i vincitori dei JEC Innovation Award 2010, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali nel campo del design per materiali compositi, che coinvolge le imprese più innovative del settore automobilistico e del trasporto aereo come Airbus, Boeing, Daimler Chrysler e Rolls-Royce.
“E' incredibile che un piccolo studio danese, possa giocare nella stessa serie dei grandi”, ha dichiarato Kim Herforth Nielsen. Il progetto è partito come un esperimento per testare i limiti di ciò che è possibile costruire con materiali biologici. Per noi il futuro sta nei nuovi materiali che, nelle fasi di lavorazione, richiedono meno energia rispetto all’alluminio o al cemento. Ora ci auguriamo che le conoscenze generate dal progetto possano essere utilizzate per altre applicazioni - e forse anche in altri settori industriali”.
Realizzata nel giro di quattro mesi attraverso il lavoro sinergico di tre parnter principali, ovvero 3XN, COWI e StageOne, ed altre 20 imprese specializzate nel settore dell’Hi-Tech, la struttura è stata creata al fine di mostrare al pubblico le avanguardistiche possibilità intrinseche ai materiali sostenibili e intelligenti. Il risultato è un’opera in materiale biocomposito, dotata d’intelligenza integrata, capace di creare interazioni dinamiche con l’ambiente fisico circostante.
La geometria dell’installazione riprende la forma del nastro di Möbius, a simboleggiare il ciclo della natura. Le proprietà della struttura sono molto simili a quelle degli elementi naturali. “Prodotti sintetici assai conosciuti sono stati sostituiti da materiali biologici e riciclabili”, spiegano gli autori dell’opera. Per il guscio esterno della scultura è stato infatti utilizzato un biocomposito in fibre di lino e resina biologica in alternativa a materiali compositi in fibra di vetro. Il nucleo interno dell’opera è realizzato utilizzando fogli di sughero anziché in polistirolo espanso.
Panelli solari flessibili, spessi 1 millimetro, sono collocati sul lato superiore della scultura. L’estrema sottigliezza consente alla pellicola fotovoltaica di essere applicata sulla superficie a doppia curvatura. Il rivestimento della scultura è dotato di una nanostruttura idrofila, che rende la superficie auto-pulente. Un secondo rivestimento, capace di generare processi chimici di fotocatalisi, decompone fino al 70 per cento delle sostanze inquinanti da smog, purificando l’aria nel raggio di circa 240 metri dall’installazione.
Sul pavimento sono inseriti materiali piezoelettrici, capaci di generare corrente elettrica sfruttando il peso dei passi dei visitatori. Quest’ultima soluzione è alla base dell’autosufficienza energetica della struttura e permette l’alimentazione del sistema d’illuminazione LED integrato alla scultura.
A StageOne siamo molto esperti nel lavorare su forme complesse e materiali insoliti. In questo caso si è trattato di derivati biologici su un’applicazione strutturale, il che per noi era una novità. Il progetto è stato ancor più impegnativo per i tempi striminziti di ultimazione ed il budget ristretto”, ha commentato Edwin Stokes, Development Director di StageOne Freeform Composites, azienda che ha materialmente prodotto l’nstallazione.
La cerimonia di attribuzione del JEC Innovation Award avrà luogo a Parigi il prossimo 13 aprile, durante il JEC Composites Show. “Learning from nature” resterà esposta presso il Louisiana Museum of Modern Art fino al 1 aprile 2010.
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