11/03/2010 - Per una città che si muove sull’acqua, battelli, vaporetti e motonavi sono di capitale importanza, come pure le strutture di imbarco e sbarco: ecco perché a Venezia c’era grande attesa per il nuovo terminal della Pietà, nei pressi di Piazza San Marco, inaugurato lo scorso 4 febbraio. Tra molta curiosità e qualche polemica, il terminal ha ottenuto il plauso unanime delle autorità che hanno sottolineato il valore innovativo del progetto e di questa struttura in particolare. Intervento indispensabile per svecchiare e riqualificare il trasporto cittadino, l’imbarcadero della Pietà è un edificio funzionale e capace di inserirsi con rispetto nel contesto unico della città lagunare.
Un’idea che parte da lontano
Ispirati da una struttura analoga progettata dall’architetto Torres negli anni ’30-’40, gli architetti Pierpaolo Fugali e Luca Gasparini hanno pensato il terminal della Pietà come parte integrante di un progetto unitario che prevede una serie di nuovi approdi sparsi nel Centro Storico. Per rendere ciascuno di essi subito riconoscibile, hanno lavorato su forme semplici, suggestioni acquatiche (con forme tondeggianti che richiamano quelle delle onde) e con pochi e selezionati materiali, già radicati nella tradizione veneziana. Tra essi il legno, il vetro e lo zinco, che vanta una lunga storia di utilizzo per coperture e grondaie in città, e che è il componente fondamentale del laminato zintek®.
Il moderno va d’accordo con l’antico
La copertura della grande cabina per i passeggeri, con all’interno il corpo della biglietteria, e quella delle due pensiline laterali che proteggono il transito dei passeggeri sono infatti composte da una struttura in acciaio rivestita con pannellature in zintek®, che mette d’accordo esigenze estetiche (un colore non invasivo, una superficie opaca che non crea riflessi abbaglianti, una tonalità di grigio omogenea e stabile, una volta ossidata) con necessità pratiche di resistenza alla corrosione e di durata nel tempo. Il nuovo terminal si presenta quindi come una struttura capiente ma leggera, con grandi finestrature che consentono una perfetta permeabilità visiva, e in definitiva come una tappa fondamentale nel non facile percorso del “nuovo” a Venezia.
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