Dimensione testo ![](/immagini/news/meno_on.gif) |
|
31/10/2011 – Un cammino di meditazione, con luoghi per la memoria e per la preghiera: è il Parco della Memoria di San Giuliano di Puglia, la cui inaugurazione si terrà oggi, 31 ottobre, nella cittadina molisana vittima del funesto terremoto in cui persero la vita 27 piccoli scolari assieme alla loro maestra, e due cittadini, rimasti sepolti sotto le macerie della propria casa.
Progettato da Sud’arch - Mn arquitectos Santo Marra, Pietro Latella, Luciana Polimeni, Mestre Nieves, Manuel Leira e Alessio Gerace, il parco sorge sul sito una volta occupato dalla scuola elementare del paese, distrutta dal sisma il 31 ottobre del 2002.
Filo conduttore e tema del Parco è il cammino della vita, l’istante della tragedia e il percorso di elaborazione del lutto. Il cammino è rappresentato dai percorsi segnati nel pavimento bianco che tutto avvolge e preserva, senza nascondere le forme topografiche e i dislivelli, e che al suo interno contiene anche i ruderi della scuola crollata, cristallizzando la memoria del tragico evento. I ricorsi neri su questa base pavimentale bianca sottolineano camminamenti che bruscamente si interrompono incontrando l’area sacra dei ruderi, così come bruscamente, in quel punto, si sono interrotti i cammini di tante vite: il vuoto e l’assenza coincidono con l’istante irreversibile della tragedia e precedono il percorso psicologico obbligatorio di elaborazione del lutto, quando la vita può riprendere nel ricordo. Così anche i camminamenti riprendono, per condurre il visitatore sino alla fine del Parco, attraversando il bosco eterno di giunchi, il Memoriale, momento di ricongiunzione spirituale per i familiari, forte simbolo del parco a rappresentare che la vita può riprendere veramente solo dopo l’elaborazione del lutto.
In questo spazio dalla forte connotazione spirituale, il ricordo di quanti non ci sono più è portato dalla brezza del vento che agita i giunchi: 15 filari, ognuno con due facciate, simboleggiano i 30 visi delle vittime del sisma. Quando scende la sera il Memoriale si accende di luccichii per compiere il progetto luminico, un cielo sempre stellato a protezione del perenne ricordo, unione nella luce del tempo e dello spazio.
Il progetto luminico si ispira al pensiero del filosofo latinoamericano Ernesto Mayz Vallenilla che dimostrando l’indissolubilità dei concetti di spazio e tempo, ne teorizza la comune “filiazione visiva” e “la loro intima ed inestricabile matrice ottico – luminica” Il tempo associato alla luce, può essere inteso come durata, coscienza ed esistenza e, captato non come “… sensazione o idea che trascorre”, dimenticando gli stati precedenti o giustapponendoli allo stato attuale “come un punto ad un altro punto”, ma organizzandoli con esso “ come accade quando ricordiamo fuse, per così dire, in un insieme le note di una melodia” (H. Bergson).
Lungo i camminamenti, già percorsi di elaborazione e meditazione, si incontrano 30 dischi di luce, individuali, commemorativi, 30 bagliori come presenze stampate nella memoria, così il Vissuto Esperenziale potrà contribuire affinché ogni disco diventi simbolo personale di unione con le vittime prematuramente scomparse.
Le lampade giunchiformi sono fragili e flessibili, per questo rappresentano la fragilità umana e la capacità di assecondare il vento e le forze della natura riprendendo il simbolo dell’artista giapponese Makoto Sei Watanabe: “Gli alberi oscillano al vento. Gli alberi sono flessibili e si piegano, lasciandosi attraversare dal vento. Loro non combattono il vento. Quando il vento cala, riprendono la loro forma iniziale. Questo non è quello che fanno gli uomini. Loro combattono sempre. Edifici, ponti e torri che stanno su contro il vento, con forza, con difficoltà, virilmente. E qualche volta crollano.” (Fiber Wave, BiennaleVenezia 2000).
|
Consiglia questa notizia ai tuoi amici
|
|