26/05/2021 - Il laminato in zinco-titanio zintek® contribuisce al restauro del Sacrario Militare di Castel Dante di Rovereto, uno dei luoghi più significativi sorti in ricordo delle vittime della Grande Guerra in Italia. L'intervento di recupero è iniziato nel gennaio 2019 e, dopo l’interruzione per emergenza sanitaria da Covid-19, verrà concluso verso la metà giugno 2020.
Il progetto di restauro è stato commissionato nel 2015 all’arch. Andrea Bonazza di Trento dalla Soprintendenza per i Beni culturali della Provincia autonoma di Trento, su delega del Ministero della Difesa – Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, proprietario del sito monumentale. La Direzione Lavori è stata affidata all’architetto Manuela Baldracchi nell’autunno 2018.
Il Team è stato eccezionale: l’Impresa Inco di Pergine Valsugana (TN) (impresa appaltatrice) con il direttore geom. Luca Conci e il geometra di cantiere Luca Dellagiacoma e la Ditta Pasquazzo e Perozzo di Scurelle (TN) (ditta per le opere di lattoneria) con il maestro lattoniere Giovanni Perozzo e il figlio Roberto e la Zintek di Porto Marghera (VE) ditta produttrice del laminato zinco-titanio zintek®, con la consulenza del tecnico Andreas Hofer.,
Il primo approccio con il monumento e con il sito è stato orientato verso la conoscenza del sistema architettonico, sia dal punto di vista fisico e materico, sulla base del progetto dell’architetto Andrea Bonazza, sia per quelle componenti dell’architettura che rendono un edificio qualcosa di più complesso, qualcosa che va al di là della semplice costruzione, che lo eleva a fatto simbolico e lo rende documento della cultura specifica di un’epoca.
Il Sacrario prende origine da un contesto bellico, da una guerra che ha chiesto il sacrificio di migliaia di giovani vite, ma è un monumento che guarda al futuro e che esorta alla pace.
Si erge sulla sommità di un colle, in una posizione ben visibile da tutta la Val Lagarina, a fianco del colle che ospita la Campana della Pace. È un luogo che va raggiunto a piedi, attraverso un parco, percorrendo un breve tracciato in salita che orienta lo sguardo verso il cielo. Salire la maestosa gradinata fino al portale monumentale, entrare nell’ampia sala luminosa sormontata dalla cupola, dove sono poste le are di Fabio Filzi e Damiano Chiesa e ridiscendere le scale interne per percorrere i tre anelli del basamento accompagnati dai nomi di migliaia di vittime, incisi nella pietra delle cellette, è un’esperienza che toglie il fiato, che ferma il tempo, che fa sentire forte il battito della vita.
La percezione del fatto simbolico è una fase molto importante, che sta alla base della comprensione del monumento. Il monumento presentava tre aspetti critici su cui concentrare l’attenzione progettuale: la cupola, i serramenti e le terrazze. Per la cupola l’architetto Bonazza ha previsto la sostituzione integrale del manto di copertura con uno analogo in lamiera di zinco-titanio, appoggiato su tavolato ligneo con intercapedine ventilata.
Le problematiche evidenziatesi nella conservazione della struttura si potevano ascrivere al tema delle infiltrazioni di acqua piovana che avvenivano ormai da tempo sia dalle terrazze, originariamente pavimentate con grandi lastre in pietra, sia dalla cupola, che presentava un manto di copertura in lastre di piombo.
Il laminato in zinco-titanio zintek® dello spessore di 7/10, è stato scelto non solo per la garanzia di durata nel tempo ma anche per il colore opaco che assomiglia molto a quello del piombo originario e in grado, quindi, di mantenere inalterato l’effetto di chiaroscuro del progetto iniziale, determinato dall’alternanza di pietra calcarea (rivestimento), cemento (cornicione) e metallo (copertura). É stato sagomato sulla cupola lungo i meridiani conci concentrici, con passo di partenza non superiore a cm.105 e posato con il sistema di giunzione ad aggraffatura doppia. Questo sistema si adatta bene a molteplici forme architettoniche comprese le cupole. La tenuta all’acqua di un sistema aggraffato è strettamente legata alla pendenza del tetto. L’altezza della aggraffatura standard è di 25 mm e deriva dalla piegatura verso l’alto dei bordi longitudinali. Una volta agganciate le lastre, la piegatura del lembo di bordo crea una aggraffatura angolare. La aggraffatura doppia è frutto della ulteriore piegatura della aggraffatura angolare.
Il manto metallico di copertura ed il suo supporto di posa sono separati dalla struttura della cupola per mezzo di un’intercapedine aerata. L’intercapedine aerata favorisce i “moti convettivi ascensionali” e le coperture ventilate possono produrre un abbassamento della temperatura durante le ore di insolazione estiva e migliorare il comfort termico del sottotetto.
Il lavoro è stato particolarmente complesso poiché il profilo della cupola presenta, oltre alla calotta semisferica superiore, anche parti inclinate e tratti verticali, concludendosi alla base con il canale di gronda, perfettamente integrato a formare un tutt’uno con il manto.
Il tema del controllo delle dilatazioni è stato risolto con l’impiego di ganci speciali (formati da due unità scorrevoli) già predisposti da Zintek.
Questo dettaglio, che apparentemente sembra una giunzione trasversale semplice, offre tuttavia un doppio ostacolo alle infiltrazioni grazie alla ripiegatura della lastra inferiore ed alla bandella di fissaggio stagnata.
Per evitare infiltrazioni nel tempo dovute all’effetto di capillarità è stata interposta nella giunzione una stuoia a filamenti drenante.
Fondamentale è stato il rapporto con la Soprintendenza dei beni culturali della Provincia autonoma di Trento, con il soprintendente dott. Franco Marzatico nel ruolo di RUP, l’arch. Valentina Barbacovi e la geom. Flavia Merz tecnici funzionari dell’Ufficio Beni architettonici e con il Ministero della Difesa – Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti, in qualità di proprietario del sito monumentale.
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