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Un sistema luminoso ispirato alle costellazioni
Un nastro collega e alimenta i vari elementi, creando un segno grafico sulle pareti. MAP, la nuova soluzione modulare Lodes firmata GECKELER MICHELS
Autore: antonella fraccalvieri
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UN SISTEMA LUMINOSO ISPIRATO ALLE COSTELLAZIONI
04/04/2025 - MAP è il nuovo sistema di illuminazione Lodes che supera i limiti delle tradizionali soluzioni luminose modulari. Disponibile in versione a soffitto e a parete, MAP nasce dalla collaborazione con GECKELER MICHELS, studio berlinese fondato nel 2013 da David Geckeler e Frank Michels.

MAP bilancia un design dinamico con prestazioni luminose avanzate. Un nastro dal forte carattere decorativo, teso tra i vari moduli che collega, alimenta l’intero sistema per dar vita a infinite possibilità compositive: oltre a portare la luce dove si desidera, infatti, il nastro richiama il tema delle costellazioni e rappresenta il segno grafico distintivo del progetto.
 
Ideale per ambienti in cui si ha un unico punto luce, MAP offre numerose soluzioni per applicazioni a soffitto e parete, con la possibilità di creare configurazioni personalizzabili che vanno oltre i tradizionali sistemi a binario o strip led integrati. Inoltre, grazie alla capacità di fondersi perfettamente in qualsiasi spazio, MAP si adatta alle esigenze più diverse lasciando ad architetti, interior e lighting designer una libertà pressoché assoluta.
 
Progettato per unire segno estetico e funzione illuminotecnica, MAP consente di posizionare liberamente punti e linee su soffitti e pareti: la luce diventa così un elemento che ridisegna gli spazi grazie a ritmi e composizioni che illuminano e decorano qualsiasi ambiente.

MAP fonde semplicità e design d’avanguardia, utilizzando la tattilità di un nastro conduttivo in un concept di illuminazione pionieristico", spiegano i designer. "Come se tracciasse punti e connessioni su una mappa, da cui il nome, il nastro consente la libera disposizione dei punti luminosi, creando costellazioni grafiche uniche per applicazioni a soffitto e parete. Un’estetica distintiva emerge dal contrasto tra i due elementi: i moduli luminosi appaiono come punti di ancoraggio fissi, mentre le fasce in tessuto si avvolgono attorno a essi con flessibilità ed eleganza, creando una rete di affascinanti tensioni.
 
Il modulo circolare di partenza alloggia una scheda LED dotata di tecnologia tunable white per scegliere la temperatura di colore più adatta all’ambiente in fase di installazione.

Il nastro in tessuto passa all’interno della scocca di ogni modulo e, dal modulo di partenza, conduce la corrente a tutto il sistema nascondendo sempre l’origine dell’alimentazione. Dotato di specifici conduttori ‒ e disponibile in una bobina che misura 8 m di lunghezza e ben 5 cm di altezza ‒, il nastro viene teso tra i vari punti luce e li alimenta con continuità, anche in assenza di ulteriori fonti di alimentazione su pareti e soffitti.

La versione TRIAC permette di collegare fino a cinque elementi (uno starting point e quattro punti luce), mentre la versione DALI consente di collegare fino a otto elementi (uno starting point e sette punti luce); ma le configurazioni possono estendersi potenzialmente all’infinito: collegando un nastro non conduttivo a un modulo di partenza alimentato da un altro circuito, si può ampliare il sistema a piacere e aggiungere tutti i punti luce necessari a illuminare efficacemente l’ambiente.

Grazie alla sua versatilità, MAP permette di risolvere anche eventuali criticità progettuali, come soffitti bassi o l’assenza di punti luce sul soffitto, perché offre la possibilità di collegare uno specifico modulo di partenza anche a parete: esteticamente uguale agli altri componenti, questo modulo è cieco e viene dotato di una copertura e di una speciale staffa angolare di fissaggio per connetterlo ai punti luci a soffitto.

Il sistema può essere ulteriormente arricchito da un’applicazione a parete a luce indiretta: in questo caso, il modulo luminoso viene dotato di uno schermo che permette di orientare e direzionare la luce a parete per offrire possibilità compositive analoghe alla versione a soffitto.

Ogni modulo ‒ che misura 130 mm di diametro e 63 mm di altezza ‒ è dotato di una lente in PMMA disponibile in più opzioni per offrire diverse percezioni luminose e rispondere a esigenze progettuali differenti, da una luce più direzionale a effetti più o meno diffusi. Una volta posizionata la lente, il modulo viene sigillato magneticamente.

I moduli possono essere ulteriormente personalizzati con un accessorio opzionale: il filtro Honeycomb, una sottile retina a nido d’ape da applicare sulla lente per migliorare il comfort luminoso e ridurre l’abbagliamento.

Disponibile in tre finiture opache – nero, champagne e testa di moro – MAP combina estetica e funzionalità per diventare un sistema di illuminazione e un elemento decorativo capace di definire gli spazi attraverso la luce. Le finiture sono disponibili sia per i moduli che per il nastro al fine di conferire al progetto una maggiore uniformità estetica e visiva.
 
Massimiliano Tosetto, Managing Director di Lodes, commenta così la nuova collaborazione: “MAP nasce innanzitutto per rispondere alle esigenze di avere un binario elettrificato decorativo, offrendo ai lighting designer una flessibilità progettuale senza precedenti. Che si tratti di ambienti residenziali, oppure di progetti legati al mondo contract, MAP rappresenta una soluzione su misura in grado di liberare la creatività del progettista, che può disegnare la configurazione che meglio risponde alle sue necessità definendo lo spazio grazie a un segno grafico unico.”

Lodes su ARCHIPRODUCTS


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