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02/04/2025 - Nou Group e RPA si sono aggiudicati il concorso per la riqualificazione e rifunzionalizzazione di un edificio antico nel centro storico di Viterbo, il plesso di Santi Simone e Giuda, che sarà convertito in un collegio di merito per l’Università degli Studi della Tuscia e in un centro di accoglienza per donne vittime di violenza e di disagio sociale.
Questo complesso - di circa 5.700 mq, di cui 2.500 coperti e oltre 3.200 mq di aree esterne - situato in una posizione strategica vicino alle principali attività culturali ed economiche della città, versava in uno stato di degrado che rendeva necessario un intervento urgente.
Il progetto prevede una vera e propria ricucitura urbana nell’intorno dell’edificio.
“Il complesso è a ridosso delle mura storiche di Viterbo, nello specifico è localizzato in prossimità del convento di Santa Rosa. È un ex convento titolato ai Santi Simone e Giuda e risale al XIV secolo. Nel corso dei secoli ha subito una serie di modifiche e accorpamenti: una parte che era dedicata alla chiesa principale è stata demolita per fare spazio all'attuale Largo Vittorio Colonna, che si trova sul retro rispetto all'ingresso principale del complesso. Una delle difficoltà a cui abbiamo dovuto far fronte, nel corso della progettazione, è stato proprio il collegamento che l'edificio ha con il centro storico, poiché le porzioni sia sul fronte nord-ovest sia sul fronte sud-ovest sono adiacenti al resto dell'edificato della città”, precisa Daniele Conticchio di Nou Group.
La facciata subirà un intervento di restauro conservativo: “Sull'esterno abbiamo voluto inserire solo un segno contemporaneo che caratterizza il nostro intervento: un blocco in corten racchiude la scala di un'uscita d’emergenza”, spiega Daniele Conticchio.
Il progetto prevede la trasformazione dell’edificio in un Collegio di Merito per l’Università degli Studi della Tuscia e in un centro di accoglienza per donne vittime di violenza e disagio sociale.
Negli interni sono stati recuperati i colori originali degli intonaci e sono stati restaurati gli affreschi, che purtroppo erano in condizioni pessime. Sono state inoltre demolite tutte quelle partizioni aggiunte nel corso degli anni, e Nou Group, ha rimodulato gli spazi adattandoli alle nuove funzioni. L’edificio nasceva come convento, negli ultimi decenni del secolo scorso è stato utilizzato come casa di riposo ed è in disuso da oltre vent'anni. La nuova destinazione d'uso è mista: da una parte ci saranno le camere per studenti di un collegio di merito, mentre l'altra parte sarà destinata a degli alloggi per donne vittime di violenza.
“Al centro del complesso il chiostro verrà riportato al suo valore originario che fungerà un po' da fulcro di questa duplice funzione. Infatti, uno degli obiettivi del progetto è che, una volta popolato il complesso, sarà incentivato lo scambio tra gli studenti e le donne che vivranno all'interno; questo favorirà una funzione riabilitativa”, continua Daniele Conticchio.
Il fine principale dell’intervento è dunque quello di ridurre il disagio abitativo e migliorare la qualità della vita. Da un lato, si intende creare uno spazio per studenti meritevoli, impegnati nel conseguimento di risultati accademici di eccellenza; dall’altro, si vuole offrire un rifugio sicuro e temporaneo per donne che hanno vissuto esperienze traumatiche, fornendo loro supporto pratico e psicologico per il recupero e il reinserimento sociale.
Contribuiranno a questo scopo anche i nuovi spazi verdi: “Il cortile interno verrà ripiantumato con le essenze botaniche originarie. Anche il chiostro e il portico potranno, all’occorrenza, essere aperti come punto di incontro esterno o per organizzare manifestazioni. Siamo inoltre riusciti a ricreare un anello di raccordo che permette di girare tutto intorno al chiostro, e anche al piano superiore dell’edificio”, sottolinea sempre Daniele Conticchio.
L’aspetto distintivo di questo progetto è quindi la creazione di un ambiente che favorisca l’interazione tra studenti e donne in difficoltà, con l’obiettivo di stimolare lo sviluppo di capacità relazionali e di un senso di solidarietà.
La presenza reciproca di questi gruppi, in un contesto di rispetto e supporto, rappresenta un’opportunità di crescita per entrambe le parti, contribuendo a rafforzare il senso di comunità e ad accrescere la sensibilità verso le problematiche sociali.
In questo modo, il progetto non solo risponde a una necessità abitativa, ma diventa un motore di inclusione sociale, capace di generare un impatto positivo sulle persone coinvolte e sull’intera comunità locale.
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