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L’alchimista della forma: Paolo Santangelo e la ceramica come manifesto
Nel mondo frenetico del digitale, il designer e artigiano pugliese crea ceramiche artistiche che sfidano la velocità, unendo radici antiche e trasformazione
Autore: angelo dell" olio
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Paolo Santangelo  Paolo Santangelo
28/02/2025 - Nell’evanescente effimero digitale, dove ogni swipe sullo smartphone dissolve il reale, emerge la figura di un artigiano moderno che rifiuta la velocità per abbracciare la lentezza. Paolo Santangelo, giovane designer e artista ceramista pugliese, modella l’argilla con un approccio che unisce radici e visione, dando vita a manufatti che sfidano tempo e serialità. Nel silenzio del suo atelier, Santangelo, come un alchimista della forma, semplicemente crea. E i suoi oggetti in ceramica artigianale parlano per lui.

Nato in Puglia e formato nel fervente crocevia creativo di Milano, Santangelo incarna una visione estetica in cui il passato e il futuro dialogano in un equilibrio surreale. Le sue collezioni, in particolare le ceramiche artistiche per la casa, non sono semplici oggetti d’arredo, ma frammenti di un racconto più ampio: quello di una ricerca incessante che fonde tradizione e sperimentazione, ispirazione vintage e visione futuristica. Il risultato? Vasi dalle forme pure, caraffe dalle cromie inaspettate, accostamenti arditi che trasformano ogni pezzo in un punto fermo, immune alle mode passeggere.

"Il mio lavoro è stimolante, complicato e compiuto", ci racconta Paolo Santangelo. E mentre le sue opere prendono posto in gallerie e collezioni prestigiose, lui continua a sperimentare, a sporcarsi le mani nel suo piccolo laboratorio di Marina di Ginosa, nell'arco ionico tarantino, alla ricerca di nuove forme e colori. È proprio in questa lenta e costante ricerca, lontana dalla frenesia del mondo contemporaneo, che risiede la magia del suo lavoro.

Un processo che ci ha spinto a voler scoprire cosa si nasconde dietro ogni suo pezzo. Ecco cosa ci ha raccontato.
 
Di fronte alla produzione industriale e all'avanzata dell'AI, cosa significa per te mantenere un approccio artigianale e come questo valore si riflette nel tuo lavoro? 

In un'epoca dominata dall'avanzata tecnologica e dall'intelligenza artificiale, il mio progetto si pone in modo radicalmente opposto, con l'intento di rieducare l'utente a vivere il presente. L'obiettivo è riportarlo a soffermarsi sulla bellezza del reale, rallentando così il tempo che sembra scorrere al ritmo frenetico di uno swipe sullo smartphone. 

La tua opera è caratterizzata da "colori vibranti e curiosi contrasti”. Puoi parlarci di più di queste scelte cromatiche e come il colore gioca un ruolo fondamentale nella tua espressione artistica. 

Forma e colori incarnano l'essenza del tempo — passato, presente e futuro — attraverso la geometria pura contaminata dal mondo dell'arte. La geometria, infatti, è un linguaggio universale, mentre il colore, forte e vibrante, diventa uno strumento per catturare lo sguardo, un punctum visivo che reclama attenzione e invita lo spettatore a fermarsi a osservare.

Linee moderne anni '50 e sperimentazione audace anni '80: due poli apparentemente opposti che ispirano. In quale modo queste due epoche guidano le tue scelte nella progettazione di forme e linee? 

Più che un semplice gioco di forme e linee, le due epoche a cui faccio riferimento rappresentano due mondi opposti, che ho scelto di far dialogare tra loro: gli anni '50 evocano decoro, equilibrio e tradizione, mentre gli anni '80 incarnano ribellione, modernità e desiderio di evoluzione. Credo che questo dualismo sia radicato nel mio inconscio e, al tempo stesso, faccia parte di una memoria storica e collettiva. Negli oggetti in ceramica artigianale da me prodotti, questa tensione si manifesta e prende vita attraverso forme e colori.
 
La Puglia, tua terra d'origine, è una regione con una ricca tradizione artigiana. Hai tratto ispirazione da questa eredità culturale? Ci sono tecniche, materiali o motivi tipici della tradizione pugliese che hai esplorato o reinterpretato nelle tue opere?

La Puglia è una terra in continua evoluzione, oggi più che mai simbolo di apertura e innovazione. Qui, visitatori e abitanti possono respirare un fascino autentico, intriso di tradizione e freschezza di idee, incontrando persone dalla duplice anima: semplici e sensibili, tutte figlie della stessa madre: una terra generosa che accoglie, nutre e ispira. 

A prima vista, questa terra potrebbe apparire essenziale, "mancante di qualcosa", ma basta osservarla con attenzione per scoprire un universo di stimoli. Ogni dettaglio, ogni angolo racconta storie e suggestioni che aprono la mente, trasformando il viaggio in un'esperienza senza confini, dove l’immaginazione può spingersi ovunque desideri.

Se dovessi scegliere un luogo, un oggetto o un'immagine simbolo della tua terra che meglio rappresenta la tua visione progettuale, quale sarebbe e perché? 

Non ho un simbolo, un oggetto o un luogo del cuore, perché il mio spirito è nomade. Ma se dovessi evocare un luogo in senso figurato, parlerei delle piazze e delle spiagge: luoghi dove ci si incontra, ci si scontra, dove le persone si riconoscono, si accolgono, si intrecciano. Luoghi vivi, in cui le idee si scambiano, le culture si mescolano e nascono nuove realtà, alimentando crescita, maturità e trasformazione.

Il tuo percorso è stato ispirato anche da figure iconiche come Andy Warhol e Guy Bourdin. In che modo specifico questi artisti hanno plasmato la tua visione creativa e il tuo approccio al design?

Andy Warhol e Guy Bourdin, nel mio immaginario, sono come amici con cui mi sono trovato a dialogare, figure con cui condivido una visione estetica affine. Due approcci diversi all’arte e alla comunicazione, ma entrambi profondamente risonanti con il mio modo di vedere e interpretare il mondo.

Qual è il ricordo più vivido che hai dei tuoi primi esperimenti creativi, magari legati a un particolare materiale, tecnica o progetto?

I primi ricordi che ho legati al mondo dell'arte, in particolare alla pittura, risalgono a un quadro che realizzai all’età di cinque anni. Rappresentava un campo fiorito, esploso in una miriade di colori. Ricordo il benessere che provavo mentre mi immergevo totalmente in quella creazione, nel processo di dar forma alla mia visione. Ero circondato da altri bambini, e quel momento aveva il potere di avvicinarci, di unire le nostre menti e permetterci di trasformare insieme la fantasia in realtà. Oggi, a distanza di trent'anni, quel quadro, di dimensioni 2,50 m x 1,30 m, è ancora appeso sopra la testata del mio letto, nella stanza dove dormo, come un simbolo di quei primi sogni e di quella magia che continua a vivere dentro di me.
 
Guardando al futuro, quali sono i tuoi obiettivi e le tue aspirazioni nel mondo del design? 

A questa domanda non so come rispondere, forse un po' per ritrosia, o perché non voglio perdermi troppo a pensare al futuro. Tuttavia, invito il lettore a fermarsi, a guardarsi allo specchio e a immaginare la versione più bella di sé stesso. A provare gioia e a custodire quell'immagine e quel sentimento dentro di sé, il più a lungo possibile. Così mi vedo nel futuro: sempre animato dalla gioia di vivere, di esplorarmi e di scoprire nuove realtà che mi avvicinano sempre di più alla visione che ho di me stesso e del mondo.


Paolo Santangelo - Laboratorio


Paolo Santangelo - Collezioni di oggetti in ceramica artigianale


Paolo Santangelo - Iperbole - Collezioni di oggetti in ceramica artigianale


Paolo Santangelo - Bisettrice


Paolo Santangelo - Collezioni di oggetti in ceramica artigianale


Paolo Santangelo - Trinomio


Paolo Santangelo - Talete


Paolo Santangelo - Tetra


Paolo Santangelo - Parabola


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Paolo Santangelo - Similitudine

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