Imprinting nordico, flavour mediterraneo: intervista con Vincent Van Duysen
In occasione della Milano Design Week 2025 l'architetto e designer belga svela i suoi nuovi progetti, le riflessioni che guidano il suo lavoro, ma anche i luoghi di Milano che lo fanno sentire a casa
Vincent Van Duysen Portrait - photo Stefaan Temmerman
04/04/2025 - Imprinting nord europeo, rigore minimalista con un flavour mediterraneo e una sincera passione per l’Italia. Da oltre 30 anni l'architetto e designer belga Vincent Van Duysen ha intrapreso un percorso personale di ricerca sull'essenza dell'abitare, plasmando spazi e oggetti che sfidano le tendenze effimere. Il suo approccio, radicato in un lusso fatto di sottrazione e valorizzazione della materia, si traduce in architetture, interni e arredi che dialogano con la storia, proiettandosi verso il futuro.
In occasione della Milano Design Week 2025, abbiamo avuto l'opportunità di approfondire la sua visione, esplorando i progetti recenti e le riflessioni che guidano il suo lavoro.
Dopo gli studi a Gent, Vincent Van Duysen lavora con Aldo Cibic a Milano e con Jean De Meulder ad Anversa. Nel 1989 fonda il suo studio, cresciuto fino a diventare un team di oltre 30 collaboratori con lavori che spaziano dal product design all'interior design, fino ai progetti architettonici su larga scala.
Numerosi i premi ricevuti durante la sua carriera, tra cui il Flemish Culture Prize for Design, il Belgian Designer of the Year, il premio alla carriera Henry van de Velde, l’EDIDA come Best Designer of the Year, l'Archiproducts Design Awards. Nel 2021 il suo progetto Winery VV è stato nominato e selezionato per il Premio Mies Van Der Rohe.
Un dialogo con la storia, uno sguardo al futuro
Dall'esperienza post-modernista maturata a Milano accanto a Cibic, coglie l'importanza dei materiali e della loro natura e la conoscenza delle culture etniche e locali. Nelle sue architetture cerca l'essenziale, valorizzando il gioco di luci e ombre che si crea sulle superfici materiche. Costruisce i suoi mondi con materiali puri e tattili come gesso, mattoni, legno e pietra, dai colori e consistenze neutre. Il risultato è un ambiente contemplativo, mai severo o asetticamente minimalista.
Nelle architetture di Van Duysen emerge il profondo rispetto per la storia, valorizzata da un design rigoroso, sobrio e pulito. Come per la Rinascente di Roma, che integra e mette in dialogo un Acquedotto dell'Antica Roma e un palazzo del 1900, o l'Hotel August ad Anversa, un ex convento del XIX secolo valorizzato dall'audace contrasto tra bianco e nero.
Dell'architettura fiamminga tipica del Belgio e del Nord Europa Van Duysen conserva gli elementi caratterizzanti - come i tetti in paglia di VO Residence, la struttura a corte della VV Winery e le travi in legno di Graanmarkt 13 - e li reinventa in un originale dialogo tra passato e presente.
Materia e rigore: il design secondo Vincent Van Duysen
Van Duysen lavora con i più noti brand italiani e internazionali, come Molteni&C, Flos, B&B Italia, Paola Lenti, Mutina, Fantini, Kettal, Serax, spaziando dalla progettazione di arredi indoor e outdoor, rivestimenti, cucine, rubinetteria, illuminazione e oggetti decor.
Per Flos sperimenta con la luce creando lampade dal design rigoroso e funzionale con un accento emozionale: il sistema INFRA-STRUCTURE ispirato al razionalismo Bauhaus, la lampada super tecnologica Oblique e il piccolo abat-jour Gustave, discreto e colorato.
Si cimenta con la progettazione di arredi outdoor attraverso diverse interpretazioni, mixando strutture il legno tornito o alluminio minimal, cemento, corda nautica, pietra e lava naturale. Iconiche le collezioni Portofino di Paola Lenti, Giro di Kettal, Pablo di B&B Italia e August di Serax, quest'ultima disegnata per l'Hotel August ricavato in ex monastero di Anversa.
Interpreta la ceramica Mutina con due collezioni pure e tattili: Kosei, ispirata alle rocce laviche, e Renga, un elemento tridimensionale costruito come una micro architettura.
Con Fantini realizza 2 collezioni: Flora, dall'estetica chic e audace, e Icona, dall'accento Art Deco.
La collaborazione con Molteni&C
Dal 2016 Van Duysen è direttore creativo di Molteni&C, per cui ha progettato i flagship store in tutto il mondo, gli stand espositivi e numerosi prodotti. Confrontandosi con il patrimonio culturale e la storia del brand, l'architetto belga ha creato arredi e progetti dal design rigoroso e senza tempo, come gli armadi su misura Gliss Master e la cucina VVD.
Ha aperto le porte al mondo outdoor disegnando la prima serie di arredi per esterni Molteni&C, ispirandosi "al modernismo, per richiamare l’idea di permeabilità e trasparenza tra spazi interni ed esterni e quell’intima connessione con la luce e la natura".
Ultima "impresa" è Palazzo Molteni, location imperdibile della Milano Design Week 2025. Concepito come un Pavillion urbano, Palazzo Molteni in via Manzoni è sia un Flagship Store che un luogo di scambio culturale. Costruito originariamente alla fine del XIX secolo come residenza per una famiglia milanese, il palazzo subì nel 1922 una trasformazione con elementi in stile Liberty, aggiungendo un ulteriore strato di fascino e una storia unica.
Per il completo redesign dei 3.000 metri quadrati dell'interno, Vincent Van Duysen ha voluto ricreare un'atmosfera simile a quella di una casa di un collezionista d'arte e design. Il percorso attraverso i sette piani offre un viaggio che celebra l'incredibile storia di Molteni&C.
Milano Design Week 2025: l'intervista con Vincent Van Duysen
Il Salone del Mobile è un catalizzatore di idee e innovazione. Qual è il tuo contributo quest'anno? Abbiamo avuto il privilegio di collaborare con marchi d'eccellenza che ci consentono di esprimere appieno la nostra visione e creatività. Nel 2025 presentiamo tre nuovi prodotti per Molteni&C: una poltrona girevole compatta, in continuità con la nostra precedente collezione di imbottiti Lucio, una scrivania e una cucina che segna una nuova direzione stilistica per Molteni&C/Dada.
Inoltre inauguriamo una nuovissima collaborazione con Zanotta, per la quale abbiamo progettato un sistema di divani dall'estetica morbida e invitante.
Il 2025 segna anche il lancio ufficiale di Flora, la collezione di rubinetteria disegnata per Fantini.
Infine prenderemo parte a una mostra collettiva insieme a Ronan Bouroullec per Wonderglass. Questa collaborazione, che speravamo di dare vita da diversi anni, si sta finalmente concretizzando attraverso un progetto che rende omaggio al vetro.
Qual è l’evento imperdibile della Milano Design Week? Sicuramente Palazzo Molteni in via Manzoni che abbiamo completato di recente, ma anche l'installazione di Molteni&C - durante il Salone - proprio di fronte all'edificio del Museo Poldi Pezzoli.
Il nuovo spazio Molteni&C èun palazzo, ma nello stesso tempo un universo domestico, un luogo intimo che abbiamo voluto ricreare dentro un edificio monumentale di grande allure che sarà la nostra casa. Un mondo sensoriale: un viaggio pieno di sorprese, tutto da scoprire.Il tuo luogo del cuore a Milano: un ristorante, un monumento o uno spazio speciale. Trattoria Santa Lucia: ho iniziato ad andarci durante il mio soggiorno a Milano a metà degli anni '80; mi conoscono molto bene, quindi mi trattano come uno di famiglia. È bello andarci a piedi dall'hotel e mangiare un boccone veloce. Mi piace anche per il suo classico fascino da trattoria milanese e l'atmosfera con tovaglie bianche e camerieri in divisa. C'è sempre un bel mix di creativi internazionali insieme ai tipici signori milanesi borghesi.
Villa Necchi Campiglio per la sua posizione nascosta nel cuore di Milano, che offre una rara fuga con un giardino privato e una piscina, e la sua squisita architettura razionalista di Piero Portaluppi, che fonde perfettamente eleganza, innovazione e modernità.
La sede centrale di Mondadori di Oscar Niemeyer: una scultura monumentale, organica e fluida di uno dei più grandi architetti brasiliani di tutti i tempi.
Chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore nel distretto 5Vie, in una delle zone più antiche di Milano.
Il Design è motore di cambiamento. In che modo sta trasformando oggi le nostre abitudini? Il design plasma le nostre abitudini rendendo le scelte quotidiane più intuitive e significative. Integra perfettamente la tecnologia nelle nostre vite, migliora il benessere attraverso spazi ponderati e si adatta ai nostri stili di vita in evoluzione con soluzioni flessibili e multifunzionali.
Allo stesso tempo, il lavoro sulla materia e sulle finiture ci ricollega ai materiali e all'artigianato, creando connessioni più profonde con l'ambiente circostante ma anche con noi stessi.
In definitiva, il design influenza il modo in cui viviamo, lavoriamo e interagiamo, rendendo il cambiamento naturale. Il design dovrebbe migliorare la consapevolezza e il modo in cui vogliamo vivere. Il design dovrebbe avere un impatto positivo sulle nostre menti, con un approccio più sensoriale e umano.
Un progetto recente che consideri un buon esempio di design come motore di cambiamento. Nel 2022, abbiamo progettato Gustave, una piccola lampada ricaricabile per Flos. Ogni componente di questa lampada è sostituibile, prolungandone la durata e rafforzando ulteriormente l'idea che porto avanti nelle mie creazioni, cioè creare oggetti "senza tempo". Per me, questo è un cambiamento davvero significativo. È una piccola lampada ricaricabile che ricorda le classiche lampade da tavolo o abat-jour; è un oggetto che vuoi tenere, toccare e muovere. La sua forma è molto nervosa, sinuosa, è una semplice fonte di luce, , e la luce per me è sia un elemento costruttivo che una fonte di vita. È anche dimmerabile, così puoi creare la tua atmosfera.L'intelligenza artificiale sta cambiando il ruolo del designer? L'intelligenza artificiale è ormai parte integrante delle nostre vite e dobbiamo abbracciarla. Personalmente, quando si tratta del processo creativo, mi affido sempre al mio intuito. Il rischio è che l'AI tolga ciò che è umano dalla nostra disciplina e dal nostro campo.
Qual è il tuo "oggetto del cuore" tra quelli che hai disegnato sino ad oggi? Non potrei nominarne solo uno, poiché ognuno di loro ha un significato speciale per me. Ciò che mi rende davvero felice è vedere le persone abbracciare, usare e vivere con gli oggetti che ho progettato nel corso degli anni. Il fatto che questi oggetti siano diventati parte delle loro vite, che le persone abbiano storie da condividere su di loro, avrà sempre un posto speciale nel mio cuore.
Cosa non deve assolutamente mancare nel tuo studio? Il mio team senza il quale sarebbe impossibile realizzare i progetti e i prodotti che sono già nel mio portfolio o in corso.
Da quale distrazione vorresti liberarti per svolgere al meglio il tuo ruolo di designer? Tutti gli stimoli e le distrazioni digitali come telefono, chat ed e-mail. Desidero fortemente essere più connesso con la natura.
Qual è la tua percezione del design degli ultimi 25 anni? Il design ha aggiunto emozioni (consapevolezza, coscienza, seduzione, sorpresa, poesia); ha rilanciato e valorizzato la grande artigianalità; ha permesso di sviluppare innovazione e tecnologia in molti processi di progettazione (ad esempio, la nascita di nuovi materiali o tecnologie di lavorazione come il taglio laser nella fase di produzione); ha esaltato e stimolato la curiosità.Archiproducts, 25 anni di Design
25 anni di idee, sinergia, ricerca e creatività. Per celebrare i suoi primi 25 anni Archiproducts presenta una Special Edition della Guida alla Milano Design Week 2025, un tributo alle menti creative che stanno ridefinendo l’identità del design contemporaneo. Per la prima volta, 10 tra i volti più attivi del design internazionale - da Van Duysen a Patricia Urquiola - condividono la loro visione sulla Design Week, raccontando cosa muove il processo creativo oggi e cosa guiderà il design di domani.
Questo sito non utilizza cookie di profilazione ma solo cookie tecnici per funzionare correttamente e cookie di Analytics per raccogliere statistiche anonime sulla navigazione. Continuando la navigazione su questo sito si accetta la Cookie PolicyX non mostrare pi�