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15/09/2021 - Nell’anno 2020 sono stati celebrati i 50 anni della Concattedrale Gran Madre di Dio di Taranto, progettata dal celebre architetto Gio Ponti (1891-1979) e fortemente voluta da Mons. Guglielmo Motolese che l’ha consacrata il giorno 6 dicembre 1970.
Evento principale delle celebrazioni è la mostra Gio Ponti e la Concattedrale Taranto 1970-2020. Il sogno di una città, il sogno dei suoi cittadini e il sogno di Guglielmo e di Giovanni presso il Museo Diocesano di Taranto, promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, organizzata dall’Arcidiocesi Metropolitana di Taranto, dalla Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le Province di Brindisi e Lecce e dal DICAR del Politecnico di Bari, d’intesa con la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Puglia, il CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma, Gio Ponti Archives, l’Istituto di Studi Superiori Musicali “G. Paisiello” di Taranto, l’Associazione Chromophobia e Do.Co.Mo.Mo Italia, con il Comune di Taranto.
Allestita già dal dicembre 2020, l’apertura al pubblico è stata posticipata a causa delle misure di contenimento anti-Covid-19. La mostra, curata da Fernando Errico, Gabriele Rossi, Francesco Simone, con Maria Piccarreta, è stata inaugurata il 15 giugno 2021 e sarà aperta al pubblico fino al 26 settembre 2021.
Nel percorso espositivo, la Concattedrale si svela al pubblico attraverso le fasi cruciali dell’iter progettuale: dal racconto epistolare con la committenza, ai disegni interlocutori, agli studi di dettaglio fino alla redazione degli elaborati esecutivi e l’avvio del cantiere.
La mostra, suddivisa in cinque sezioni tematiche e arricchita da supporti audio e video, conduce il visitatore alla comprensione graduale del processo ideativo, partendo dalla conoscenza dei due personaggi cardine dell’opera: Gio Ponti, esponente di spicco dell’architettura italiana del Novecento e Mons. Guglielmo Motolese, arcivescovo di Taranto e committente illuminato. L’incontro fra i due si fa subito operativo, come dimostrano le cospicue corrispondenze frutto di proposte e suggerimenti volti a definire quello che diventerà il “il sogno di una città, il sogno dei suoi cittadini e il sogno di Guglielmo e di Giovanni.
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