03/11/2009 - Si chiama The Great Blue Whale ed è il Padiglione Tematico progettato dallo Studio Nicoletti Associati perYeosu Expo 2012 in Korea e classificatosi 3° al concorso di progettazione.
La sua forma porta con sé il messaggio che Yeosu Expo 2012 vuole trasmettere al mondo: “Gli oceani sono l'origine della vita sulla terra e noi abbiamo la responsabilità di proteggerli”. La metafora che scaturisce dal padiglione vuole richiamare l'attenzione sull’importanza degli oceani per la vita del pianeta e su quanto sia pericoloso, per un ecosistema fragile, un comportamento irresponsabile. È significativo che tale messaggio sia affidato dallo studio Nicoletti al più grande mammifero della terra, la balena, che a causa degli uomini è in pericolo di estinzione.
La figura iconica dell’edificio descrive, infatti, la schiena di una balena che affiora in superficie con due onde, indicando le due aree espositive richieste (Thematic Pavilon e BPA). La coda dell’edificio si immerge nell’acqua a simulare questa emersione e l’onda, che si alza verso l’ingresso, dà all’edificio unità sia all’esterno sia all’interno. In questo modo si ottiene un’architettura che si rivela di volta in volta in modo imprevisto offrendo continuamente scorci panoramici inaspettati. Il progetto sfrutta le potenzialità uniche della localizzazione che occupa, perfettamente visibile dalla città dell’Expo, è un landmark nel paesaggio collinare, un segnale inconfondibile per l’orientamento dal mare e da terra. È disposto sull’asse est-ovest, in direzione dell’oceano ed in corrispondenza del viale centrale della città dell’expo, così da assicurarsi una visione privilegiata dai padiglioni Nazionali.
Il Thematic Pavilion occupa un’area di circa 5000mq ed è dotato di due piazze sovrapposte, la più bassa più e più vicina al mare, soggetta alle frequenze delle maree e la più alta che funziona da bacino di accoglienza per i visitatori in entrata ed in uscita dal padiglione. L’ingresso alle aree espositive del padiglione è raggiungibile da due percorsi, il braccio del molo a sud, che scende direttamente dall’area centrale dei padiglioni nazionali ed il braccio a nord, che unirà la torre panoramica alla città dell’expo. Questi percorsi raggiungono comodamente l’edificio offrendo spazi di sosta che si affacceranno sul paesaggio circostante e convogliano i visitatori nel grande spazio aperto a ridosso del padiglione.
L’edificio è caratterizzato da grandi superfici in pannelli di metallo, che riflettono la vita e le immagini dell’oceano su di esso, conferendogli profondità, con effetti scenografici affascinanti. I pannelli metallici che rivestono la superficie di copertura sono integrati con pannelli fotovoltaici, che rendono l’edificio energeticamente autonomo. Gli oblò, posti al di sopra dei due ambienti espositivi, permettono l’ingresso della luce all’interno e fanno respirare il padiglione con effetto camino favorendone un miglior comportamento bioclimatico. Alla “pelle esterna”, il sistema di facciata rivestita in pannelli in pannelli metallici, si affianca una “pelle interna”, dotata di un flessibile sistema ripetitivo di ancoraggio per l’elettrificazione, che consente molteplici usi delle superfici e delle pareti per facilitare istallazioni o video proiezioni in qualsiasi punto le si voglia posizionare, così da liberare da ogni vincolo le sale a funzione di museo.
Una volta all’interno il visitatore si troverà “immerso” in un paesaggio affascinante, liquido, che contiene il Thematic Exposition ed il BPA Exposition con le relative funzioni di supporto e sarà guidato attraverso le due aree espositive da percorsi guidati, composti da rampe, solai sospesi, ascensori panoramici e prospettive articolate a doppia e tripla altezza. I due spazi espositivi sono separati in due ambiti differenziati, ma concepiti come un unico open-space, che può essere divisibile in ulteriori semispazi con l’ausilio di pareti mobili o stand chiusi. Gli ambienti possono essere attraversati in sequenza, dando un’unica direzione ai visitatori, oppure gestiti separatamente, settorializzando gli spazi e dividendo le funzioni. Questo sistema innesca una dinamica di percorsi diversi, che possono essere modificati a seconda del tipo di funzione che ospiterà il padiglione. In particolare i percorsi espositivi saranno costellati da postazioni multimediali che consentono l’esplorazione sul tema dell’esposizione e l’utente potrà rimandarla alla propria curiosità, nonché di guidare la video-proiezione sulle pareti delle numerose cavità presenti all’interno dell’edificio, consentendo al visitatore di modificare parti dell’area espositiva
Vincitore del concorso lo studio viennese SOMA degli architetti Günther Weber, Kristina Schinegger, Stefan Rutzinger e Martin Oberascher, che hanno presentato il progetto “ONE OCEAN” il cui obiettivo era quello di creare un punto di riferimento iconico integrato nel contesto urbano naturale.
Il progetto “sperimenta” l’oceano in due modi: come superficie infinita e come profondità.
Il padiglione si presenta con superfici continue che alterano l'orientamento da verticale a orizzontale e creano due spazi espositivi caratterizzati da qualità spaziali contrastanti.
Transizioni continue tra esperienze contrastanti caratterizzano anche l'aspetto esterno del padiglione.
Verso il mare l’insieme di solidi coni verticali definisce una nuova sinuosa linea di costa, un “bordo” morbido in costante dialogo tra acqua e terra. Il lato opposto del padiglione si sviluppa fuoriterra in un tetto-paesaggio con giardini e sentieri panoramici. Le linee topografiche del tetto si trasformano in lamelle nella facciata digitale che si affaccia sull'ingresso dell’Expo e sulla "Digital Gallery".
Al secondo posto il progetto “OCEAN ARCH: The Divertissement of Islands” dello studio norvegese SPACE GROUP.
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