Kerakoll_LOOP

Run

SONICA

Carrera


SPECIALE MILANO DESIGN WEEK
SPECIALE MAISON&OBJET
SPECIALE LONDON DESIGN FESTIVAL
SPECIALE IMM COLOGNE
INTERVISTE - DESIGN TALKS

Minicucine

Il design è democratico. Intervista a Philippe Starck
Eclettico e visionario, il guru francese del design svela ad Archiproducts la sua Milano Design Week, tra progetti inediti, luoghi del cuore e una visione rivoluzionaria che continua a ridefinire il panorama creativo globale
Autore: rossana vinci
segnala ad un amico | versione stampabile
Dimensione testo  
Philippe Starck / PH: James Bort Philippe Starck / PH: James Bort
26/03/2025 - Designer, architetto, inventore. Il suo nome è diventato un marchio di fabbrica, ma soprattutto è un esploratore della natura umana: Philippe Starck, Monsieur Design, è tra i protagonisti della cover della Guida di Archiproducts alla Milano Design Week 2025, un'edizione speciale che celebra i 25 anni dalla nascita del network internazionale per l'architettura e il design. 

Per la prima volta, la copertina dell’iconica Guida gialla distribuita ogni anno alla Milano Design Week si trasforma in un tributo al design contemporaneo e ai suoi protagonisti: dieci menti visionarie che hanno ridefinito il panorama creativo e continuano a spingerne i confini.
Abbiamo chiesto loro di raccontare la propria Design Week: cosa sveleranno al Salone 2025? Quali sono i loro luoghi del cuore a Milano? Come vedono il rapporto tra AI e design oggi?
Le loro risposte non solo riflettono lo stato dell’arte del design negli ultimi 25 anni, ma anticipano anche ciò che verrà. 

Visionario, provocatore, innovatore instancabile, Philippe Starck inaugura il nostro viaggio con un’intervista esclusiva. 
 


Philippe Starck, pioniere del “design democratico”


Classe 1949, figlio di un ingegnere aeronautico, Philippe Starck è la prima vera rockstar del design contemporaneo. Dagli anni ’80 ha trasformato il suo nome in un marchio riconoscibile ovunque, entrando nelle nostre case e nell’immaginario collettivo con uno stile inconfondibile. 
Ha reso collezionabile uno spremiagrumi a forma di ragno, ridisegnato gli appartamenti dell’Eliseo, stampato la prima sedia in plastica trasparente, cambiato le regole dell’ospitalità e anticipato tendenze su pop, sostenibilità e AI. Sempre un passo avanti, sempre imprevedibile.
 

"L’intelligenza artificiale, come suggerisce il nome, è artificiale. Non esiste realmente, è semplicemente velocità. Ogni secondo cambia: in potenza, in rapidità, in conoscenza. Nel 2017 la macchina ha impiegato tre anni per progettare una sedia. Oggi probabilmente le basterebbero pochi secondi." 


Pioniere del “design democratico”, fin dagli albori della sua carriera, ha puntato su un’estetica accessibile, sia concettualmente che economicamente. La sua visione è semplice quanto rivoluzionaria: progettare significa migliorare la vita del maggior numero di persone possibile.

In oltre quarant’anni di carriera ha reinventato il design con un mix di ironia, funzionalità e sperimentazione materica, trasformando oggetti quotidiani in icone. Eclettico e imprevedibile, ha progettato di tutto: yacht, hotel, porti, lounge Eurostar, cellulari Xiaomi, librerie Taschen, interni, orologi, sedie, ristoranti e persino la sua etichetta di birra, Starck Beer. Senza dimenticare STARCK PARIS, il suo ultimo profumo.
 

"La creatività per me non è una scelta, ma una sorta di necessità a cui devo sottostare..ho una forte intuizione che mi permette di creare tra i 200 e i 250 progetti ogni anno."


Con oltre 10.000 creazioni al suo attivo, alcuni dei suoi classici sono ormai leggenda: le sedie Louis Ghost e La Marie per Kartell, il divano Privé per Cassina, lo spremiagrumi Juicy Salif per Alessi, il salotto industriale Bubble Club, gli iconici gnomi Attila e Napoléon, e i ristoranti Katsuya sparsi per il mondo.
 

Milano Design Week 2025: intervista a Philippe Starck


Il Salone del Mobile è un catalizzatore di idee e innovazione. Qual è il tuo contributo quest'anno?
Milano è e sarà sempre la capitale della creatività. Molti designer e aziende l'hanno resa tale grazie alla loro passione e cultura, con l’amore per il design volto a migliorare la vita delle persone.
Quest'anno presenterò nuove creazioni insieme ad alcuni dei miei amici e storici collaboratori: Alessi, Driade, Flos, Glas Italia e Kartell. Ogni volta che disegno un nuovo modello per loro, è come preparare delle sorprese di Natale.

 
Qual è l’evento imperdibile della Milano Design Week?
Quest'anno, su invito di Interni e della mia cara amica Gilda, ho immaginato un'installazione nell'Orto Botanico di Brera. Oscillando tra realtà e distopia, questa installazione dal forte valore politico anticipa la prospettiva di un futuro conflitto mondiale e denuncia le forze e le violenze che stanno plasmando il nuovo ordine globale. 

Il tuo luogo del cuore a Milano: un ristorante, un monumento o uno spazio speciale.
Quando ero giovane, la Triennale di Milano è stata per me una grande rivelazione. Sono rimasto completamente affascinato da quel luogo, che ha acceso la mia mente allora e continua a farlo ancora oggi.

 


Il Design è motore di cambiamento. In che modo sta trasformando oggi le nostre abitudini?
Il design non può creare la vita né salvarla, ma, se fatto con onestà e nel rispetto di determinati parametri, può contribuire a migliorarla, mettendosi al servizio della comunità. Come tutta la produzione, il design deve essere assolutamente senza tempo.  
Il primo parametro fondamentale è il concetto di heritage, che oggi assume un significato moderno alla luce delle urgenze ecologiche. Le nostre abitudini di consumo sono cambiate – e continuano a cambiare. Se un tempo acquistavamo abiti o mobili destinati a durare solo pochi mesi, oggi compriamo non solo per noi stessi, ma anche per le generazioni future: per nostra figlia, nostra nipote e oltre.  
Il secondo parametro è la longevità, ottenuta attraverso un design senza tempo che non diventi rapidamente obsoleto o legato a mode passeggere. Ciò significa utilizzare il minimo indispensabile di materiali della massima qualità, privilegiando quelli ecologici, bio-based, riciclati e riciclabili.  

E, naturalmente, tutto questo dovrebbe essere realizzato da persone e aziende oneste, con rispetto e amore.
 

Un progetto recente che consideri un buon esempio di design come motore di cambiamento.
Più che un progetto, una teoria – non recentissima, ma parte della nostra evoluzione – che illustra l’adattamento del design ai nuovi modelli di consumo è la dematerializzazione. L'intelligenza della creatività umana si basa proprio su questo principio: meno materia, più intelligenza.  
Basta osservare la storia del computer: inizialmente era un intero edificio, poi è diventato grande quanto una piccola casa, poi un armadio, una valigia ingombrante, una flight case, fino ad arrivare a un orologio – e, in futuro, sarà persino integrato sotto la pelle. Questo significa che il prodotto scompare, e più si riduce, più diventa potente.  
La teoria della dematerializzazione si applica a ogni ambito e aprirà la strada al bionismo. Il futuro sarà tutto basato sulla dematerializzazione. Less is more.

 

 
L’intelligenza artificiale sta cambiando il ruolo del designer?
Nel 2017 ho deciso di lavorare con l’IA perché volevo esplorare nuovi territori, privi di influenze umane, culturali o emotive. Ho visitato l’azienda americana Autodesk che mi ha messo a disposizione un computer al quale ho posto una domanda semplice: “Puoi aiutarmi a sostenere il corpo umano utilizzando il minimo di materia ed energia?” 
Questo significava che la macchina doveva solo comprendere cosa fosse 'materialmente' un corpo umano, senza alcuna conoscenza della mia cultura, delle mie origini, dei miei desideri o del mio genere. Il processo è durato più di due anni, finché l’intelligenza artificiale non ha dato vita alla A.I. Chair, poi prodotta da Kartell. Con Kartell siamo stati i primi a realizzare un prodotto d’arredo industriale con il supporto dell’intelligenza artificiale. Oggi, invece, l’IA è diventata una questione sociale cruciale.  
L’intelligenza artificiale, come suggerisce il nome, è artificiale. Non esiste realmente, è semplicemente velocità. Ogni secondo cambia: in potenza, in rapidità, in conoscenza. Nel 2017 la macchina ha impiegato tre anni per progettare una sedia. Oggi probabilmente le basterebbero pochi secondi.  
Ciò che possiamo dire allo stato attuale è che l’IA è uno strumento straordinario, perché fa risparmiare tempo e aiuta a connettere le idee. Ma la creazione resta prerogativa dell’inconscio umano. L’IA non è il grande creatore che siamo noi. Ma domani... chissà.

 


Qual è il tuo "oggetto del cuore" tra quelli che hai disegnato sino ad oggi?
Ogni prodotto deve avere una legittima ragione di esistere e deve migliorare la vita del maggior numero possibile di persone. Non creo mai un design solo per il gusto di farlo. Prima del prodotto c’è un progetto, prima del progetto c’è un’etica e prima dell’etica c’è una filosofia, che si trasforma in una visione.  
La mia visione è creare prodotti o luoghi che siano avanti rispetto al loro tempo, onesti, senza tempo, ergonomici, economici, ecologici e il più sostenibili possibile. Quando progetto, penso sempre al futuro, quindi potrei dire che il mio oggetto del cuore è sempre il prossimo progetto.  
Ma se proprio dovessi scegliere, direi la mia azione di democratizzazione del design. 


Cosa non deve assolutamente mancare nel tuo studio?
Lavoro sempre da solo, con la mia matita e la carta da lucido. Non uso mai telefoni o computer. Essendo neurodivergente, la creatività per me non è una scelta, ma una sorta di necessità a cui devo sottostare.  
L’unico software di cui ho bisogno e che utilizzo è il mio cervello. E, come la maggior parte dei cervelli umani, è lo strumento più straordinario e senza limiti che esista.

 


Da quale distrazione vorresti liberarti per svolgere al meglio il tuo ruolo di designer?
Essendo al limite dell’autismo, non ho distrazioni e vivo in completa autonomia, lontano da tutto. Mia moglie Jasmine e nostra figlia sono il mio unico contatto con il mondo esterno. Non andiamo a mostre, né a musei, non guardiamo la TV, non leggiamo i giornali, ma prima di addormentarci ci immergiamo in buona letteratura.  
Non cerco ispirazione, ma ho una forte intuizione che mi permette di creare tra i 200 e i 250 progetti ogni anno.  
Di recente, però, grazie a un caro amico e al guru del surf Garrett McNamara, ho provato il jet surf su una delle onde più grandi di Nazaré. Posso dire che, per una volta, mi sono davvero distratto da tutto. È stata un’esperienza estrema che non vedo l’ora di ripetere.


Tre parole per descrivere il design degli ultimi 25 anni.
Dopo 30 anni di formalismo e design legato alle mode, l’essenza del design è reinventare la non-produzione e affrontare le grandi sfide ecologiche, sociali e politiche.

 

25 anni di Design

Per la prima volta, in occasione dei 25 anni di Archiproducts, 10 famosi designer internazionali condividono uno scorcio della loro Milano Design Week, esplorando ciò che alimenta il processo creativo oggi e ciò che guiderà il design nel futuro. Scopri tutti i volti dei designer che partecipano al progetto: 

>>> Scarica la Guida Milano Design Week di Archiproducts



 




 



Philippe Starck / PH: James Bort


Philippe Starck con le sedute in legno Andreu World


Philippe Starck per Flos


Alessi Spring/Summer 2019


Philippe Starck per Duravit / Ph. Alberto Zanetti

Consiglia questa notizia ai tuoi amici
  News sull'argomento
28/03/2025
Il design di Piero Lissoni, tra rigore e ironia. L'intervista con Archiproducts
In attesa della Milano Design Week 2025, l'architetto-designer racconta la sua visione del design e condivide anticipazioni e luoghi del cuore



ULTIME NEWS SU ARCHITETTURA E DESIGN
31.03.2025
Apre ‘Maison Heler’, l’hotel poetico e surreale firmato Starck
27.03.2025
Il centro sportivo della Greater Bay Area è in fase di completamento in Cina
26.03.2025
Addio a Pierluigi Nicolin, direttore della storica rivista Lotus International
le altre news


EVENTI SU ARCHITETTURA E DESIGN
03/04/2025 - fondazione studio museo vico magistretti, milano
Suppergiù 60 sedie in 60 anni

04/04/2025 - piazza gae aulenti, milano
Portanuova Vertical Connection

05/04/2025 - cza – cino zucchi architetti, via revere 8, 20123 milan, italy
The Mistery of the Missing Triglyph di Javier Mayoral alias PulpBrother

gli altri eventi
Philippe Starck / PH: James Bort
Philippe Starck con le sedute in legno Andreu World
Philippe Starck per Flos
Alessi Spring/Summer 2019
Philippe Starck per Duravit / Ph. Alberto Zanetti
1
2
 NEWS CONCORSI
+27.03.2025
The Buildner Unbuilt Award 2025 celebra la genialità dei progetti non realizzati
+21.03.2025
Festival di Microarchitettura: sei installazioni in legno per riscoprire il paesaggio
+21.03.2025
Al via il bando 'Architetture sostenibili per il restauro del contemporaneo'
+19.03.2025
PRAM 2025: al via il Premio sul Restauro delle Architetture Mediterranee
+13.03.2025
Incipit. Aperta una call per la rivista Dromos
tutte le news concorsi +

interno_SALONE_salone25
Minicucine
Condizioni generali | Informativa PrivacyCookie  | Note Legali | Contatti/Assistenza | Lavora con noi | Pubblicit� |  Rss feed
� 2001-2025 Edilportale.com Spa, P.IVA 05611580720 n�iscrizione ROC 21492 - Tutti i diritti riservati
Iscritta presso il Tribunale di Bari, Num.R.G. 1864/2020 � Riproduzione riservata